IL TRADIMENTO PUÒ ESSERE RISARCIBILE? IL DIRITTO, TRA ETICA E GIUSTIZIA

IL TRADIMENTO PUÒ ESSERE RISARCIBILE? IL DIRITTO, TRA ETICA E GIUSTIZIA

 

Quando l’infedeltà costa caro: il risarcimento del danno nel matrimonio

Il tradimento coniugale è sempre stato considerato una violazione degli obblighi matrimoniali, ma non sempre ha conseguenze sul piano patrimoniale. Tuttavia, la recente sentenza del Tribunale di Treviso, di cui ho avuto l’onore, e l’onere, di patrocinare per l’attrice, ha individuato un principio importante: l’infedeltà, se accompagnata da una lesione concreta della dignità, della reputazione o della salute del coniuge tradito, può dare diritto a un risarcimento del danno.

I presupposti per ottenere il risarcimento

Non ogni tradimento è risarcibile. Perché si configuri un illecito civile e si possa ottenere un risarcimento, devono essere presenti alcuni presupposti fondamentali, chiariti dalla giurisprudenza:

  1. Lesione di un diritto costituzionalmente garantito – Non basta l’infedeltà in sé: deve esserci una violazione concreta di diritti fondamentali, come il diritto alla salute (art. 32 Cost.), alla dignità personale e all’onore (art. 2 Cost.).
  2. Superamento della soglia di normale tollerabilità – Il tradimento deve aver provocato un pregiudizio che esula dalla normale sofferenza legata alla fine di un rapporto. Situazioni come l’esposizione del coniuge al pubblico ludibrio, la diffusione della relazione nell’ambiente sociale o lavorativo o l’umiliazione pubblica possono configurare un danno ingiusto.
  3. Nesso di causalità tra il tradimento e il danno subito – Il coniuge tradito deve dimostrare che la sua sofferenza, il suo stato depressivo o il pregiudizio alla sua immagine derivano direttamente dall’infedeltà e dalle sue modalità.

Quando decorre la prescrizione del diritto al risarcimento?

Il diritto al risarcimento del danno per tradimento coniugale segue la disciplina generale della responsabilità extracontrattuale prevista dall’art. 2947 del Codice Civile. La prescrizione è di 5 anni dal momento in cui il coniuge tradito ha avuto piena consapevolezza della relazione extraconiugale e dei danni da essa derivanti. Questo significa che il termine decorre non dalla scoperta del tradimento in sé, ma dal momento in cui il danno si è concretizzato e il soggetto ne ha percepito le conseguenze negative sulla propria vita.

Come viene liquidato il danno?

La liquidazione del danno in questo caso è stata svolta in via equitativa, ai sensi dell’art. 1226 c.c., poiché, secondo il Tribunale, non esistono parametri fissi per quantificare il pregiudizio subito. In generale, i giudici tengono conto di vari fattori, tra cui:

  • la gravità dell’offesa e le modalità del tradimento (se pubblico o privato);
  • il contesto in cui è avvenuto (lavorativo, sociale, familiare);
  • il tempo di durata della relazione extraconiugale e l’impatto sulla vita del coniuge tradito;
  • l’eventuale compromissione della salute psicofisica della vittima (supportata da certificati medici).

Nella sentenza in esame, il Tribunale ha ritenuto di non equiparare il danno subito alla perdita di un familiare o alla diffamazione a mezzo stampa, come richiesto, invece da me, ma ha comunque riconosciuto che il tradimento, reso pubblico nel contesto lavorativo e sociale, ha provocato un pregiudizio alla dignità della persona offesa. Per questo motivo, il giudice ha quantificato il risarcimento in 10.000 euro.

Una decisione destinata a creare precedenti?

Questa sentenza si inserisce in un orientamento giurisprudenziale che ha già riconosciuto il danno risarcibile in casi di infedeltà particolarmente lesiva, andando oltre il semplice addebito della separazione.

Il principio chiave è che il tradimento, se provoca una lesione concreta della dignità e della salute del coniuge, può assumere rilevanza giuridica e giustificare una tutela risarcitoria. Non è il tradimento in sé ad essere sanzionato, ma le sue conseguenze sulla persona tradita.

Si tratta di una decisione che potrebbe avere un impatto sulle future cause di separazione e divorzio, offrendo una maggiore tutela a chi subisce comportamenti particolarmente lesivi all’interno del matrimonio.

 

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